Siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse

La nonna dentro il water

Scaricare lalcolismo di carta e la sua influenza su salute della persona

Se il nonno e la nonna vogliono parlarsi in confidenza di cose delicate e personali, senza che i nipoti capiscano, debbono esprimersi in bolognese. Qualche parola la sanno anche i figli più grandi. Ormai nella mia città, Bologna, tutti parlano italiano. La sparizione del dialetto è avvenuta a poco a poco, senza che ce ne rendessimo conto. Andiamo o stiamo?. Non diamo pugni in testa. Due comari stanno litigando.

Il dialogare è fitto e a voce alta, ed è tutto da godere. Lavare i panni, significa dire quello che si pensa, mettere bene in chiaro le cose. Sui vecchi album di fotografie si vedono i bambini ritratti con una camiciola lunga che arriva fino ai piedi. Di solito la frase è usata in tono polemico. Una parola quindi che viene usata per manifestare ammirazione, compiacimento, entusiasmo.

Per circolare in auto, con tanto traffico come oggi, ci vogliono sette buchi nel naso. Si chiamava Biavati, un signore che al tempo del fascismo viveva vendendo lamette in piazzola a Bologna. Era un fine satirico e a suo modo, da bravo bolognese, diceva la sua ai capi di allora. E cum la ciâmni? Via Musolîni. Via Hitler. Vîa tótt e dû!!! Hanno deciso di cambiare nome a via Rizzoli. E come la chiamano? Via Mussolini. Hanno deciso di cambiare nome a via Indipendenza.

Via tutti e due!!! A sän pèra! Un tempo era in voga una burla piuttosto sciocca a Bologna. Alcuni buontemponi si piantavano in mezzo alla strada a guardare intensamente la cima della torre degli Asinelli. Immancabilmente quel gesto faceva alzare la testa a tantissima gente che si radunava e cercava di capire. Sedevano su una panchina con altri anziani, mentre noi bambini giocavamo. Per prender fiato, dopo tanto correre, finivamo col riposarci vicino a loro ed ascoltavamo i loro discorsi.

Pur parlando di morti, non nominavano mai la morte, usavano perifrasi particolari, come un linguaggio fra iniziati. Quel modo particolare di dire che uno era morto, racchiudeva in s é un significato etico, dava il senso di chi lascia il mondo in pace con se stesso e con gli altri, dopo aver compiuto onestamente il cammino terreno. Non ci si ribellava alla morte, era un fatto naturale, come mangiare, amare, dormire, certo, meglio il più tardi possibile, ma ognuno la metteva in conto, forse per questo se ne parlava alla buona, familiarmente, perfino con una certa irriverenza.

Raffaele Brasa fu per molti anni fu il custode del cimitero. I becchini, nella confusione lo afferrarono per le gambe e le braccia.

Ci si divertiva a ripeterli finché la lingua non ci si inceppava e il tutto finiva in una risata. Ed è uno dei più semplici. Sono frasi senza senso, si tratta solo di giochi di parole. Ovviamente con grande piacere per chi stava ad ascoltare. Un esempio del modo sorridente, quasi cordiale di offendere atrocemente il prossimo. Di un uomo non molto sveglio in italiano si dice che è sciocco o che è scemo.

Ma al petroniano non mancano certamente le parole per esprimere un adeguato apprezzamento. Il che la rende, per quanto possibile, ancora più feroce. Intraducibile in italiano, significa scansafatiche, pigro, indolente, voglia di non far niente, fannullone. Il burbero principale non ne perdonava una. Il principale era un barbiere che si chiamava Leonida, aveva un ragazzo di bottega non molto sveglio che, come molti fattorini di barbiere, studiava mandolino. In italiano significa essere al verde o in bolletta, non avere il becco di un quattrino.

Quella donna che ha siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse casa è sua moglie. Forse era un assurdo senso di superiorità nei riguardi delle donne. Ma, in modo più veritiero, era solo timidezza e pudore: nessuno, in campagna e fra il popolino, si azzardava a dire: mia moglie in pubblico.

Gli uomini non usavano il cappotto, che era riservato ai ricchi. Certo è che il tributo era dovuto per le carni macellate e non per quelle vive. La moglie fa molti complimenti al marito, ma gli fa trovare spesso il desinare piuttosto modesto.

Il detto trae origini da una vecchia storiella. Un giorno il padre guardiano chiede se sono soddisfatti del trattamento. È il detto bolognese più noto fuori dalla mura cittadine. Spianare, si dice ancora oggi per significare che si mette un abito per la prima volta.

Spianare significa mettere un indumento per la prima volta o per la prima volta servirsi di un oggetto. Da cosa derivi non si sa. Quando si andava a scuola e qualche materia non voleva entrarci in testa, la nonna interveniva incoraggiandoci.

Intendeva dire che con la costanza qualunque cosa riesce. Riteneva di essere stata ingiustamente accusata da un coinquilina di siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse scorrettezza. Voleva dire, cioè, che a forza di ripeterle anche le cose inventate possono alla fine essere credute vere. Le origini del detto, come spesso accade, sono incerte. I bolognesi sono bonari, paciocconi, inclini alla facezia più che alla satira. Ora non si trovano quasi più se non in certe fiere paesane.

Cadranel digiunava. Lo rinchiusero, alla presenza di un notaio, in una specie di bara di cristallo. Ci sarebbe rimasto, dicevano i manifesti, un incredibile numero di giorni senza bere e senza toccare una briciola di pane. Vederlo, costava due lire.

Lui sorrideva, immobile nella cassa di cristallo. La gente lo sospettava. Ci si mise un giornalista. Due, allo stadio, stanno discutendo sulla partita. Il cliente è di quelli incontentabili. Il cameriere è seccato, ma sopporta, sa che, chi paga, entro certi limiti, ha sempre ragione. Siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse il pranzo è finito. Un tempo la gente rideva con poco. Si viveva più semplicemente. E si rideva anche più semplicemente. Di nuovo?

I gradini di San Petronio. La scalinata che porta sul sagrato di San Petronio ha infatti nove siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse. Il gioco di parole era basato sul troncamento del nome di una località alle porte di Bologna: Casalecchio. Sono il figlio di mio padre. Al santuario di San Luca esisteva una polveriera.

Era il giuramento più solenne e vincolante dei ragazzi di un tempo. È una formula evidentemente molto antica; dei tempi nei quali il colera era, fra tutte le malattie, una delle più temute. La pancia dura e gonfia era uno dei primi sintomi dellla terribile e implacabile infezione. In una rivista goliardica della scena rappresentava il ponte di una nave. Con il proliferare dei complessi musicali moderni, più o meno intonati, avrebbe trovato siccome è corretto per bere la madre e la matrigna a tosse impiego.

In linguaggio figurato significa una persona di poca salute. Il medico di famiglia, di un tempo, era un vecchio signore baffuto e gioviale. Parlava in dialetto, scaricava gran pacche sulla schiena del nonno, dava del tu al babbo. Discorreva di politica e del mal di gola del paziente.

Una felicissima definizione. Certi silenzi oggi sono impossibili, ma un tempo accadeva quasi ogni sera. Pirûla Pietrofacchino e Jusfén Giuseppemugnaio, hanno trovato da discutere sul prezzo per lo scarico di un carro di grano. Pirûla ha i bicipiti poderosi, ma anche Jusfén non scherza, da giovane ha fatto ginnastica come quelli della Virtus.